Gestuelle du deuil et danses funéraires

TitleGestuelle du deuil et danses funéraires
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2002
AuthorsDelavaud-Roux, M-H
JournalRevue belge de philologie d'historie
Volume80
Issue1
Pagination199-220 ill.
Keywordsdanza, documenti musicali, etnoantropologici (aspetti), ricostruzione, threnos
Abstract

Sui gesti legati ai rituali funerari (che avevano luogo mentre un solista eseguiva il threnos ritmato dalle ololygai di un coro) numerose informazioni sono offerte, già dal periodo geometrico, dalle testimonianze iconografiche vascolari. L'analisi di alcune (fra VII e metà del V sec. a.C.) [202-3] permette di ricostruire un catalogo di gesti [204-5]; in essi si nota una netta differenziazione sessuale, giacché le manifestazioni di dolore più violente appaiono riservate alle donne, mentre i movimenti maschili sono più calmi. Due di questi gesti possono essere messi in relazione con due gesti o figure di danza (schémata) menzionati da Athen. 4, 629f-630a: la cheír kataprenés, 'baissée vers le sol', e la cheír simé, 'dressés (vers le spectateur)' [205]. Anche Pollux 4,105 ricorda queste due figure di danza, e le considera proprie della tragike orchesis; esse dovevano avere valore apotropaico contro la morte, la simé indicando un gesto di difesa, la kataprenés manifestando un desiderio di proteggersi contro il mondo sotterraneo dei morti. La corrispondenza fra queste due figure di danza e i gesti di dolore funebre ricavati dall'iconografia vascolare, così come il fatto che vere e proprie danze (armate) fossero parte integrante del rituale dell'ekphora (lo si ricava da rappresentazioni vascolari di V sec. a.C.), induce a pensare che nei rituali funerari vi fosse spazio per una sia pur minima espressione orchestica, in cui la staticità del movimento nello spazio era ampiamente compensata dall'intensità dell'espressione gestuale; del resto, nelle tragedie greche, il canto del threnos frequentemente affidato al coro (ad es.: Aesch. Sept.; Soph. Aiax; Eur. suppl.) doveva prevedere una componente orchestica (cfr. schol. Eur. Hec. 647); lo stesso vale quando il threnos è cantato da un attore [207]. Nel caso del 'pianto di Tecmessa', frammento di una tragedia o di un ditirambo (cfr. A. Bélis, 'REG' 1998) di V sec. a.C., perduti e altrimenti ignoti, si possiede, oltre al testo del threnos, la musica, conservata dalle linee 16-23 P. Berl. 6870: analizzando meticolosamente le valenze espressive del testo e della musica conservataci, utilizzando le conoscenze sulla gestualità funeraria ricavate dal patrimonio iconografico, tenendo conto che i movimenti dell'attore dovevano non impedirgli di eseguire al meglio le note della melodia (assai acuta) [210], è possibile tentare una vera e propria 'reconstitution choréographique' [208] indicando nota per nota, sillaba per sillaba, i possibili gesti dell'attore [210-3].

URLhttp://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/rbph_0035-0818_2002_num_80_1_4615

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