'Ho udito Memnon': una pagina (ritrovata) di storia della musica dei Greci

Title'Ho udito Memnon': una pagina (ritrovata) di storia della musica dei Greci
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2001
AuthorsRestani, D
JournalMusica e storia
Volume9
Issue2
Pagination377-401
Keywordsascolto, colosso di Memnone, strabone, viaggio
Abstract

Il 'viaggio' – tema in cui si fondono geografia e storia della cultura – è un buon approccio alla 'storia delle esperienze sonore dell'uomo' [377], in vista di una storiografia musicale che sia una historia civilis e non solo naturalis [379], che tenga cioè conto delle 'testimonianze sul modo di ascoltare e di considerare gli eventi sonori […] inseriti nel più ampio contesto culturale e storico' [381]. Le iscrizioni incise da viaggiatori greci e latini (I-II sec. d.C.) sul colosso c.d. 'di Memnon', in Egitto, offrono spunti in tal senso. Della statua si diceva che, all'alba, emettesse un suono (la notizia, già in Strabone, è in Plinio il Vecchio arricchita dell'identificazione della statua con Memnone figlio di Eos) [383-4]: tale esperienza sonora è ricordata nella gran parte delle iscrizioni incise su di essa [385]. Il suono viene spesso descritto, e ciò avviene con termini evocanti 'sia l'immaginario mitologico sia la lingua della tradizione epica' in cui si inserisce la figura di Memnone, o altre allusioni arcaizzanti (menzione del bárbitos) [390]. Pur nel ripetersi delle situazioni, v'è l'impiego di un vocabolario vario (aÿté, boé, gêrys, mýkema, omphé, chaírein eîpe, laléo, êchos e dorico âchos, echéo, phthéngma, phthéngomai e composti): il gruppo più folto è costituito da audé e derivati. Audé, stando agli scolii omerici di Eustazio, si riferisce alla sola voce umana: è probabile che 'l'uso di aude, riferita da Apollonio Rodio ad esseri semidivini come Orfeo, le Sirene o Prometeo […] o a un ramo del legno della quercia di Dodona, potesse costituire un valido riferimento, per viaggiatori colti, alla voce di un altro essere non umano ma che si esprimeva con voce umana, come Memnon', tanto più che audéessai sono, in Apoll. Rhod. 4,1322, le dee indigene della vicina Libia [393]. In diverse iscrizioni, peraltro, è istituito un legame fra suono, mito (di Memnone) e paesaggio (circostante o del mito). La fama della statua è confermata dalla menzione che ne fa Pausania (1,42,2-3) parlando della pietra 'sonora' di Megara: il suono emesso dal colosso è paragonato a quello di una lira o di una cetra 'quando si è rotta una corda' [395]. Appendice di testi [397-401] [Gianfranco Mosconi]

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