Motions of sounds, bodies and soul [Plato, 'Laws' VII,790e ff.]

TitleMotions of sounds, bodies and soul [Plato, 'Laws' VII,790e ff.]
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2002
AuthorsMoutsopoulos, ÉA
EditorBarbanti, M, Giardina, GR, Manganaro, P
Ancient AuthorsPlato Phil. (TLG 0059)
Book TitleΕΝΩΣΙΣ ΚΑΙ ΦΙΛΙΑ = Unione e amicizia: omaggio a Francesco Romano
Pagination129-134
PublisherCUECM
CityCatania
Keywordsethos, Platone, psicologia
Abstract

Il tema del movimento nell'ultima fase della produzione platonica può essere analizzato in relazione al motivo della mescolanza degli opposti. Nel Timeo l'opposizione tra le qualità sonore dell'acuto e del grave è risolta attraverso il meccanismo di una coesistenza armonica e la teoria del movimento del suono rinvia al meccanismo per cui ogni movimento naturale si risolve in una reazione psicologica. L'idea del rapporto tra equilibrio delle parti del corpo e equilibrio delle parti dell'anima (presente nel Timeo e riconducibile a motivi ippocratici) ritorna nelle Leggi, dove il movimento musicale assume il ruolo di principio curativo, contribuendo a mantenere o a restaurare l'equilibrio fra le componenti di un essere umano, secondo un meccanismo che comporta il confronto tra un movimento interno ed uno esterno. Al movimento musicale non si oppone la calma, ma l'agitazione che esiste prima dell'introduzione dell'armonia: nella dimensione umana la musica esercita un'azione analoga a quella ordinatrice del Demiurgo nella cosmogonia del Timeo, come mostrano le interessanti analogie tra leg. 653d-654a e Tim. 30a. Nelle Leggi (790c ss.) Platone osserva lo stato in cui versa l'anima dei neonati e la condizione degli invasati (stati che si manifestano sul piano fisico nel battito cardiaco e nei movimenti disordinati del corpo) e sottolinea le analogie tra i metodi impiegati per curare queste affezioni. Per mezzo del movimento, la musica e la danza agiscono sui neonati, e in alcune casi sugli adulti, mediante un meccanismo che è simile a quello dell'incantesimo. Si tratta di un metodo che rinvia alla 'musicoterapia' pitagorica e che appartiene allo stesso ambito omeopatico della catarsi aristotelica, benché Platone mostri di preferire in generale un impiego allopatico della musica, forse riconducibile a Damone. Lo scopo dell'educazione musicale descritta nel secondo libro delle Leggi può essere inteso come la creazione di un ciclo di movimenti musicali regolari, in un dialogo che, più di ogni altro dell'ultima produzione platonica, sottolinea il valore del movimento musicale quale mezzo per assicurare un collegamento tra l'essenza di un individuo e le sue fondamentali forme di espressione. [Francesco Pelosi] [POIESIS]

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