Myth, festival, and poet: the 'Homeric hymn to Hermes' and its performative context

TitleMyth, festival, and poet: the 'Homeric hymn to Hermes' and its performative context
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2002
AuthorsJohnston, SI
Ancient AuthorsHymni Homerici Hymn. (TLG 0013)
JournalClassical Philology
Volume97
Issue2
Pagination109-132
Keywordsetnoantropologici (aspetti), innodia, Omero
Abstract

Il furto del bestiame compiuto, secondo il mito, da Hermes, è in relazione con i rituali di iniziazione di giovani maschi attestati in altre culture indoeuropee: si tratta di forme di preparazione alla guerra e di mezzi per il conseguimento dell'onore. Tale connessione fra il furto e la maturazione del giovane è confermata da Apollo stesso nell'inno (vv.407s.) e dal contrasto di Hermes con la madre (vv.163-172; cfr. Hom. Od. 1,346-359). Considerando tale aspetto tematico dell'inno, esso poté forse essere eseguito durante una festa in onore di Hermes e destinata a celebrare l'ingresso dei giovani maschi nella comunità; l'ipotesi è confermata dall'esistenza di feste dette Hermaia (cfr. Pind. Nem. 10,44 e Ol. 7 e 9) ove potevano svolgersi gare che ricoprivano la medesima funzione dei rituali di iniziazione propri di altre culture. Degno di nota è anche il fatto che, nell'inno, il rapporto fra Apollo ed Hermes si presenta nelle forme di un rapporto (proprio dei riti d'iniziazione) fra un maschio adulto e un maschio adolescente [123]. Per mezzo dell'inno, dunque, in un età in cui non esistevano più, in Grecia, veri e propri riti d'iniziazione, il poeta presenta al suo pubblico la rappresentazione di un rito di passaggio svolta attraverso il parallelo offerto dal mito. [Gianfranco Mosconi]

URLhttp://www.jstor.org/stable/1215457

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