'Paideia' en 'mousikè technè' (Opvoeding en muzenkunst) / Παιδεία και μουσική τέχνη

Title'Paideia' en 'mousikè technè' (Opvoeding en muzenkunst) / Παιδεία και μουσική τέχνη
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2003
AuthorsBeschi, L
Book TitleGeschenk van de Muzen. Muzik en dans in het oude Griekenland / Μουσων Δωρα. Μουσικοί και χορευτικοί απόηκοι από την αρχαία Ελλάδα
Pagination60-69
CityAthene/Αθηνα
Abstract

Ben nota è l'importanza della musica nella vita sociale – e quindi nell'educazione – degli antichi Greci (ben note, al riguardo, le riflessioni di Arist. pol. 8,1340b11-14; 8,1339a32-39, e la nota affermazione di Damone in Plat. resp. 4,424b. Se non resta alcun antico testo che affronti la questione del ruolo della musica nell'educazione dei giovani greci, è però vero che vari sono i cenni che permettono di cogliere tale ruolo educativo della mousiké, paragonabile, per importanza, alla preparazione fisico-atletica e militare già in età geometrica: in Hom. Il. 9 Achille mitiga la propria ira attraverso il canto, mentre la figura di Fenice è analoga a quella di altri maestri di eroi, come Lino, Museo, Eumolpo, Orfeo; nel libro VIII dell'Odissea musica e attività sportiva appaiono avere eguale importanza fra gli svaghi della reggia di Alcinoo. Più tardi, in età storica, Sparta e Creta, e figure di musicisti come Terpandro e Taleta di Cortina, sono ulteriori esempi della centralità della paideía musicale in età arcaica; ancora più tardi, Platone ricorda come l'educazione ginnico-musicale dei giovani fosse oggetto di pubblico interesse e di regolazione statale (Plat. resp. 452c-d; Crito 50d-e; cfr. Aesch. Tim. 1,7-12); l'interesse per la vita musicale risulta anche nelle iniziative dei Pisistratidi (Ipparco stabilì nuove regole per gli agoni musicali). All'inizio del V sec. a.C. sembrano essere sorte le prime scuole di musica (in questi anni sono numerose le scene di insegnamento musicale nella ceramografia); tuttavia, l'educazione musicale restò una incombenza affidata alle cure dei singoli, e spesso i maestri erano individui di modesto livello sociale (cfr. Plat. Lys. 223a; sul cursus studiorum dei giovani ateniesi, vd. Plat. Prot. 326c). Alla metà del V sec. a.C., nell'ambito della democrazia di Pericle, 'muziek wordt spektakel' (a ciò fu destinato l'Odeion) [64]; la 'musica nuova' è svincolata da principi etico-politici, diviene mimesi e sollecitazione dei sensi: Platone, appunto, proporrà il proprio modello educativo (resp. 376e) rifacendosi alla situazione della prima metà del V sec. a.C. (intanto, verso la fine del V sec., scompaiono dalla ceramografia i temi musicali). Il quadro storico qui delineato torva corrispondenza, per il V sec., nell'evoluzione della iconografia delle rappresentazioni ceramiche avente per oggetto tematiche musicali (vd. ARV2 23,7; 431,48; 636,48; 892,7; 1104,11; 862,30; 437,128; 435,78; 471,193; 475,266). [Gianfranco Mosconi]

Notes

Catalogo della mostra, Brussel 26.02 – 25.05.2003

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