Protagora, Damone e la musica

TitleProtagora, Damone e la musica
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2001
AuthorsBrancacci, A
Ancient AuthorsPlato Phil. (TLG 0059), Damon Mus. (TLG 2232)
JournalQuaderni Urbinati di Cultura Classica
Volume97, n.s. 68
Issue2
Pagination137-148
Abstract

In Plat. Protag. 316d-e5, là dove Protagora ricorda che la téchne sophistiké, in quanto avversata, è stata spesso celata dietro uno schermo, si citano, fra varie categorie di cripto-sofisti (i poeti Omero, Esiodo e Simonide, gli autori di iniziazioni e profezie come Orfeo, Museo e seguaci, gli esperti di gymnastiké come Icco di Taranto ed Erodico di Selimbria), i sofisti celati sotto il velo della musica, ovvero Agatocle, Pitoclide 'e molti altri': ebbene, con quest'ultima espressione si deve riconoscere una criptica allusione a Damone (di cui maestro, per Plat. Lach. 180c-d, fu Agatocle, a sua volta allievo di Pitoclide nello schol. ad Plat. Alc. I 118c), vittima appunto di un ostracismo. L'ipotesi è confermata da Plut. Per. 4, di cui il passo platonico deve essere considerato fonte [137-41]. A Damone, anzi, alle sue teorie sulla funzione etico-educativa della musica, rimanda anche Plat. Prot. 326a4-b6, forse 'il documento principale della ricezione sofistica delle idee damoniane', con i celebri Plat. resp. 3,400a e 4,424c [142]: nel passo in questione l'apporto propriamente protagoreo emerge nel riconoscimento all'educazione musicale di una funzionalità politica, in quanto educazione alla vita associata [141-3]. Con quest'ultimo aspetto, peraltro, concordano tratti propriamente protagorei, quali il rifiuto da parte di Protagora di una paideía musicale concepita in termini tecnico-matematici come invece nell'enciclopedismo di Ippia (vd. Plat. Prot. 318d9-e5; cfr. 338e8-339a3) e la visione democratica dell'apprendimento, inteso come processo naturaliter realizzato nell'ambito della polis (vd. Plat. Prot. 327a4-b1; b5-c4; cfr. 318a-319a); del resto, proprio il passo di Plat. Protag. 316d-e5 è un riconoscimento del ruolo politico degli esperti di musica, come 'il gran sofista' Agatocle e il suo allievo Damone ostracizzato [144-8]. [Gianfranco Mosconi]

URLhttp://www.jstor.org/stable/20546687