Quod vides perisse perditum ducas: riflessioni sulla musica greca

TitleQuod vides perisse perditum ducas: riflessioni sulla musica greca
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2001
AuthorsCentra, A
JournalScholia
Volume3
Issue2
Pagination9-18 ill.
Abstract

Il tentativo di musicare i cori di una tragedia greca si muove fra due alternative, la ricostruzione 'filologica' della musica antica, compito del musicologo e del filologo, e 'il recupero nel modus operandi della cultura contemporanea' [10], compito del compositore: infatti, in realtà, la ricostruzione 'esatta' del documento musicale, poiché fa perdere il rapporto fra l'ascoltatore, che non è più quello dell'epoca antica, e l'opera d'arte, 'non può che essere formale e pecca proprio là dove l'ascoltatore è mutato irrimediabilmente: nelle dimensioni del gusto e del costume' [16]. Tuttavia, nonostante le notevoli differenze strutturali fra musica greca e moderna, un compositore può adottare soluzioni vicine nello spirito alla musica antica (ad es. la linea vocale di Debussy, in cui gli ambiti melici sono brevi, mantenendo carattere strofico e te