Stratonicus, the witty harpist

TitleStratonicus, the witty harpist
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2000
AuthorsGilula, D
EditorBraund, DC, Wilkins, J
Ancient AuthorsAthenaeus Soph. (TLG 0008)
Book TitleAthenaeus and his world: reading Greek culture in the Roman Empire
Pagination423-433
PublisherExeter University Press
CityExeter
ISBN9780859896610
Abstract

Ateneo è la nostra fonte principale sull’arpista Stratonico: vari suoi detti e arguzie, e alcune testimonianze sul personaggio, provenienti da una varietà di fonti (la più antica delle quali è Eforo), sono presentate in Athen. 8,347-352d; Ateneo, invece, non ricorda la prima fonte a noi nota che ricorda Stratonico, il fr. 14 K.-A. dalla commedia Oinopion del comico della mese Filetero (attivo nel primo quarto del IV sec. a.C.), in cui si ricorda il successo del musicista come insegnante; un terminus ante quem per la morte del musicista è invece fornito dal riferimento a Nicole re di Cipro (che regnò fra il 373/2 e il 354/3 a.C.) in Athen. 8,352d. Ciò che emerge dagli aneddoti e dai detti attribuiti a Stratonico [424-33] non è necessariamente lo Stratonico storico, ma la sua immagine letteraria, basata su tratti storici ma tale da attrarre un certo tipo di racconti aneddotici. 'This fictitious character is a travelling harpist, no longer a member of any community but living off all, a music expert whose opinion is valued; he is a traveller with a keen eye and a sharp tongue, quick in repartee and daring, a man with rather ‘cynical’ cosmopolitan spirit', senza alcun legame con alcuna entità politica (polis o regno), senza interesse per questioni di carattere religioso o etico. Le domande che gli vengono rivolte e che costituiscono l’occasione per i suoi motti concernono solo la sua competenza professionale, i luoghi che ha visitato nei suoi viaggi, le caratteristiche delle genti con cui è entrato in rapporto; peraltro, il tono generico dei suoi detti, spesso fondato sulla riutilizzazione di citazioni letterarie, dovette rendere facile creare aneddoti apocrifi, che collegano alla sua figura luoghi o eventi oggetto di interesse da parte di scrittori successivi [433] [Gianfranco Mosconi]

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