'Tibicinae', 'fidicinae', 'citharistriae', 'psaltriae': femmes musiciennes de la commedie romaine

Title'Tibicinae', 'fidicinae', 'citharistriae', 'psaltriae': femmes musiciennes de la commedie romaine
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2002
AuthorsPéché, V
Ancient AuthorsTitus Maccius Plautus (PHI 0119), Publius Terentius Afer (PHI 0134)
JournalRevue belge de philologie d'historie
Volume80
Issue1
Pagination133-157
Keywordsdonna, Plauto, professionismo, Terenzio
Abstract

Benché per lo più di umile condizione, in epoca ellenistica le musiciste fanno spesso parte del seguito dei sovrani (Plut. amatorius, 753d); alcune raggiungono tale fama da divenire oggetto di biografie da parte degli eruditi; la loro popolarità è tale che i poeti della mése (specie Antifane) e della néa (Menandro) creano un tipo letterario il quale si ritrova anche sulla scena romana, ove si moltiplicano tali personaggi, associati alla vita di piacere e al pergraecari (Plaut. Most. 961). Tuttavia, non vi è ragione di vedere nelle commedie di Plauto e Terenzio la semplice trasposizione sulla scena romana di una realtà del mondo ellenico [136]. Numerosi passi illustrano la condizione sociale di queste musiciste, spesso d'origine greca od orientale, spesso schiave, vendute in tenera età ad un leno (Ter. Eun. 107-34), spesso esercitanti la musica assieme alla prostituzione; esse sono l'oggetto dell'amore dei giovani protagonisti della commedia. Non mancano comunque musiciste che praticano esclusivamente la musica, fra cui liberte che hanno scelto tale professione per essere autonome (cfr. CIL VI, 33970; Plaut. Epid. 496-501) [142]. Nella commedia compaiono quattro specialità musicali: tibicinae, fidicinae e citharistriae (lira e kithára), psaltriae (arpe e simili); l'acquisto dello strumento costituisce un vero investimento (Plaut. Epid. 472-4 e 514-6), e per acquisire la preparazione necessaria esistono vere e proprie scuole (Plaut. Rud. 43; Ter. Phorm. 82ss.) [146]. Numerosi passi della commedia ricordano le occasioni di divertimento ove musiciste-cortigiane davano la propria opera, a volte partecipando alle bevute (è il tema della tibicina temulenta); non vanno esclusi casi di veri e propri 'concertini' eseguiti da musiciste professioniste in occasioni di serate musicali, come sembrano attestare testimonianze letterarie e iconografiche [152]. Talora, musiciste partecipano ad atti di culto di carattere privato (vd. la fidicina per un sacrificio in Plaut. Epid. 314ss., 417s., 500s.; vd. la tibicina per accompagnare un imeneo in Ter. adelph. 904ss.; lo si ricava anche da alcune testimonianze iconografiche). Nonostante lo stereotipo della meretrix tibicina, 'faire de la musique pour une femme à Rome n'implique pas nécessairement l'exercise du plus vieux métier du monde' [156]: in un epitafio una formosa puella può ben essere celebrata anche come docta lyra (CLE, 1996).

URLhttp://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/rbph_0035-0818_2002_num_80_1_4612

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