Vers une reconstruction de l’esthétique musicale de Philodème: (à partir du Livre IV des ‘Commentaires sur la musique’)

TitleVers une reconstruction de l’esthétique musicale de Philodème: (à partir du Livre IV des ‘Commentaires sur la musique’)
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2001
AuthorsDelattre, D
EditorAuvray-Assayas, C, Delattre, D
Ancient AuthorsPhilodemus Phil. (TLG 1595)
Book TitleCicéron et Philodème: la polémique en philosophie
Pagination371-384
PublisherÉd. Rue d’Ulm
CityParis
ISBN9782728802630
Abstract

Nel IV libro del De musica il significato che Filodemo attribuisce al termine mousikè è quello di musica in senso stretto - l'insieme di melè kai ruthmoi - isolando così un ambito sonoro, privo di logos, da una dimensione portatrice di significati razionali, qual è quella della parola. Le ragioni per cui la musica è confinata all'ambito dell'alogon (sicché è negata la possibilità che esista una sensazione musicale saggia) sono da cercare nella fisica epicurea. La riflessione epicurea sui meccanismi uditivi, quale emerge dalla Lettera ad Erodoto, presenta un processo, analogo a quello della vista, di ricezione di 'simulacri' mediante l'organo di senso. È in relazione a tali meccanismi che bisogna analizzare le ragioni per cui Filodemo respinge, in polemica con Diogene e con la tradizione che fa capo a Platone, l'idea che la musica sia arte imitativa. Dal momento che armonia e ritmo non possiedono qualità etiche, la sensazione che è sempre vera, non può fornire informazioni circa il contenuto morale della musica.
Oltre al valore mimetico della musica, Filodemo respinge, sempre in polemica con Diogene, l'idea che la musica possa essere causa di movimento: per avere tale qualità, dovrebbe partecipare del logos che solo può far nascere nell'anima certe disposizioni o modificarne di già presenti. Di nuovo è nella fisica epicurea che bisogna cercare le cause di questa posizione. Secondo gli epicurei, infatti, l'udito è conformato per cogliere due tipi di stimoli: quelli provenienti dagli atomi sonori privi di logos e quelli degli atomi che costituiscono il logos e che colpiscono l'animus formato dallo stesso genere di atomi. Nel IV libro del De musica è evidente un'estrema attenzione alla coerenza logica, assieme alla cura di sottolineare l'incoerenza logica della teoria di Diogene. Uno degli obiettivi principali della polemica di Filodemo consiste nel ricollocare la musica al giusto posto nella vita umana, attribuendole il ruolo di una fonte di piacere non necessario e non naturale. Lo studio della teoria e della pratica musicali, impegnativo e faticoso, è così rifiutato, in maniera rivoluzionaria rispetto alla tradizione greca, in obbedienza ad un sapiente calcolo, tipicamente epicureo, dei piaceri e dei dolori. Filodemo sembra impegnato nell'impresa di fare concorrenza alla Stoicismo, cercando adepti per l'Epicureismo tra i Romani colti e influenti; la posizione estetica di Filodemo è destinata a sollecitare le preoccupazioni di chi, come Cicerone, crede, analogamente a Damone e Platone, che la stabilità dello Stato passi per il rispetto delle tradizioni musicali garanti della moralità pubblica. [Francesco Pelosi] [POIESIS]

Site information

© 2007-2012 MOISA: International Society for the Study of Greek and Roman Music and Its Cultural Heritage


Site designed by Geoff Piersol and maintained by Stefan Hagel
All rights reserved.