Voci e suoni dall’aldilà. L’utopia musicale dell’Elisio in Luciano di Samosata (VH II 5-16)

TitleVoci e suoni dall’aldilà. L’utopia musicale dell’Elisio in Luciano di Samosata (VH II 5-16)
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2005
AuthorsCamerotto, A
Ancient AuthorsLucianus Soph. (TLG 0062)
JournalMusica e storia
Volume13
Issue1
Pagination101-130
Abstract

La Storia vera di Luciano di Samosata, figura particolare e ambigua della letteratura greca, vero e proprio outsider, costituisce una sorta di 'odissea nello spazio' del mondo antico. L'aldilà è il luogo più lontano, separato dall'esperienza della morte dove esistono due mondi: l'isola dei beati, l'Elisio e la vita felice a cui si contrappone l'Ade come isonomia paradossale della morte. Entrambi sono luoghi lontani e quasi impossibili da raggiungere da vivi.
Nel secondo libro l'autore stesso è il protagonista di un viaggio fantastico nell'Elisio visto come 'l'isola che non c'è', luogo privilegiato di suoni con i quali viene comunicata la felicità: il canto degli uccelli, le brezze che spirano come gli auloi obliqui, il risuonare delle cicale e il suono del vento tra gli alberi. La musica prodotta dalla natura, dagli animali e dagli strumenti musicali nell'isola dei beati procura la felicità è mixis di fatti sonori diversi, che si possono ascoltare sia insieme che distintamente.
Diverso l'immaginario sonoro nell'Ade dove è attraverso il suono prodotto dallo stridio di avvoltoi e pipistrelli che si realizza la contrapposizione fra Elisio e antiElisio visto come termine di paragone in negativo e di rovesciamento. Nella Storia vera compare anche la descrizione del simposio dei Beati, che ovviamente assume tratti utopici (vd. §§ 11ss.): in tale 'regime tutto utopico' il canto e la musica sono connessi con la felicità degli dei. [Angela Bellia] [POIESIS]

URLhttp://www.rivisteweb.it/doi/10.1420/20131