La musique dans l'œuvre d'Aristophane

TitoloLa musique dans l'œuvre d'Aristophane
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2000
AuthorsMoutsopoulos, ÉA
EditorLechant, J, Jouanna, J
Ancient AuthorsAristophanes Comic. (TLG 0019)
Book TitleColloque ‘Le théâtre grec antique: la comédie’: actes. Actes du 10e colloque de la Villa Kérylos, qui s'est tenu à Beaulieu-sur-Mer en octobre 1999
Series TitleCahiers de la Villa Kérylos 10
Pagination59-82
PublisherAcadémie des inscriptions et belles-lettres
CittàParis
ISBN9782877541183
Parole chiaveAristofane, estetica, ethos, mimesi
Abstract

Se in Aristofane alla musica è spesso riconosciuto un carattere irrazionale, in quanto ispirata da un elemento di natura divina, secondo una concezione primitiva della musica stessa, tale tema è però spesso volto in chiave comica (spesso sfruttando il contrasto fra la serietà delle invocazioni e l’insignificanza della circostanza che le origina), senza che se ne condivida la serietà: il fatto musicale risulta costantemente oggettivato e ricondotto in una sfera razionale. Ciò non toglie che alla musica venga riconosciuta la facoltà di esprimere i sentimenti dei personaggi: spesso i canti corali rispondono proprio a questo scopo, allorché i cori vengono invitati a cantare e a danzare per dare sfogo ed espressione alle proprie emozioni ed essi rispondono prontamente a tale invito. Tuttavia l’aspetto psicologico della musica appare, in Aristofane, letto attraverso la concezione damonianna dell’ethos [69], cui il commediografo – a giudicare dai suoi apprezzamenti estetico-musicali – sembra aderire. Proprio l’adesione ad una concezione etica della musica contribuisce a spiegare la sua opposizione alle innovazioni musicali di un Euripide e di un Agatone: l’ethos musicale è l’aspetto estetico di un carattere morale che si rivela per mezzo della mimesi; le qualità etiche (positive) possono essere acquisite attraverso la mimesi (musicale) di un ethos positivo. Ne deriva come conseguenza la notevole importanza dell’educazione musicale in quanto base dell’integrità morale.
Non manca tuttavia la presenza di una concezione ‘naturalistica’ della musica, svincolata da valutazioni etiche: ne è emblema il canto degli uccelli, e in particolare quello dell’uccello più musicale, l’usignolo, più volte ricordato nelle commedie di Aristofane. Né mancano cenni di una visione animistica dei suoni della natura, in cui l’oggettivazione della musica assurge ad un livello metafisico che anticipa certe riflessioni platoniche. [Gianfranco Mosconi]

Informazioni

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