L'univers musical des heroïnes d'Eschyle

TitoloL'univers musical des heroïnes d'Eschyle
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2000
AuthorsMoutsopoulos, ÉA
EditorPirenne-Delforge, V, Suárez de la Torre, E
Ancient AuthorsAeschylus Trag. (TLG 0085)
Book TitleHéros et héroïnes dans les mythes et les cultes grecs: actes du Colloque organisé à l'Université de Valladolid du 26 au 29 mai 1999
Series TitleKernos, Supplément 10
Pagination21-28
PublisherCentre International d'Étude de la Religion Grecque Antique
CittàLiège
Abstract

La tragedia antica, vista da Nietzsche come musica non meno che come filosofia, è stata studiata da Lévy-Bruhl in quanto residuo della mentalità 'mitica' (o 'arcaica'): i principi di partecipazione e di causalità portano da un lato a dare alle cose un più ampio spettro referenziale, dall’altra a creare concatenazioni di cose tra loro; sulle potenze insite nelle cose interviene la magia che può ordinare loro di accelerare o ritardare un determinato processo. La tragedia attica si muove su un piano rituale in cui ancora opera questa sensibilità, e la dike (con il nesso hybris-tisis) è presente in questo equilibrio animistico prima ancora che nella città democratica; la musica, con la parola, è veicolo fondamentale di questo potere magico, efficace o no, ma sempre disponibile. L'incantamento (epoidé, anche in Platone indistinguibile dalla odé) è mezzo principale delle donne, prive di armi fisiche, ma possono anche farsene possedere; dea, eroina o membro del coro, la donna di Eschilo percepisce la musicalità dell'universo. [Andrea Filoni] [POIESIS 1-00-0019]

Informazioni

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